I 5 tibetani

Come ritrovare il benessere

Mai sentito parlare del rito dei cinque tibetani? Si tratta di un esercizio da compiere la mattina per raggiungere il benessere e riallineare i chakra, ovvero i centri energetici del nostro corpo. Vi descriviamo qui i consigli di una maestra di yoga, Silvia Salvarani, per farli al meglio. L’importante però è sapere che il rito richiede costanza: va praticato ogni giorno, meglio se di mattina, a digiuno e a piedi nudi, appena alzati dal letto. Per completare il rituale, ogni esercizio va ripetuto 21 volte.

Il primo tibetano è la Ruota. Portate le braccia sulla linea delle spalle (formando con il corpo una croce), il palmo della mano sinistra rivolto verso l’alto; quello della mano destra verso il basso. Con gli occhi aperti fissate un punto davanti a voi, quindi iniziate a ruotare in senso orario, con i piedi ben saldi a terra, muovendoli di un quarto di cerchio alla volta. Quindi sdraiatevi a terra, supini e rilassatevi per qualche minuto, respirando profondamente con le mani appoggiate sull’ombelico.

Il secondo tibetano, l’Angolo,  attiva i primi 5 chakra e tonifica muscoli di gambe e collo. Supini, collo e nuca allungati, braccia lungo i fianchi, palmi della mani a terra. Espirando, sollevate le gambe ad angolo retto, tenendo i piedi a martello, contemporaneamente flettete in avanti la testa portando il mento verso il petto. Ispirando, tornate a terra con testa e gambe, distendendo le punte dei piedi.

Il terzo tibetano, l’Arco, attiva i chakra 3, 4, 5 e 6, calma la tensione di collo e schiena, apre le vie respiratorie. Bisogna mettersi in ginocchio a busto eretto appoggiati ai piedi. Mani alla base dei glutei e spalle basse. Espirando, flettete la testa in avanti. Inspirando, portate testa e spalle all’indietro inarcando  la parte superiore del busto, senza spostare in avanti il bacino. Chiudete bene le scapole e avvicinate i gomiti. Contraete i glutei senza spostare le ginocchia e le gambe che devono rimanere perpendicolari ai fianchi. Espirando flettete di nuovo la testa in avanti.

Il quarto tibetano è il Ponte e apre la gabbia toracica oltre a fare molto bene alle articolazioni delle spalle, attiva i chakra 3,4,5. Mettetevi seduti a gambe divaricate, busto ad angolo retto, piedi a martello con le punte verso il soffitto. Braccia lungo i fianchi, palmi della mani appoggiate a terra, in linea con le anche, punta delle dita in avanti. Inspirando e premendo mani e talloni a terra, portate in avanti il bacino, facendo perno sui talloni, e sollevatelo, in modo da formare un ponte. Tenete le braccia tese, i glutei contratti, i palmi delle mani e le piante dei piedi saldamente appoggiati a terra, flettendo la testa all’indietro. Espirando, tornate alla posizione di partenza, riabbassate il bacino e portatelo qualche centimetro più indietro della linea delle braccia, ritornando alla posizione iniziale.

Il quinto tibetano è la Montagna, attiva tutti i chakra nonché pettorali e addominali, tonificandoli. Inoltre distende la muscolatura della schiena. Mettetevi in ginocchio, a carponi, appoggiate le mani a terra  con la punta delle dita in avanti di qualche centimetro rispetto alla linea della spalle, busto perpendicolare al pavimento, dita dei piedi ripiegate. Espirando, sollevate il bacino in alto, facendo assumere al corpo una posizione a V rovesciata, tenendo le piante dei piedi il più possibile appoggiate al pavimento, mantenendo ben tese le gambe e le braccia. Inspirando, riabbassate il bacino senza portarlo fino al pavimento, contraendo fortemente i glutei e restando bene in appoggio sulle mani e sulle punte dei piedi, quindi inarcate busto e testa all’indietro. Passate da un movimento concavo a uno convesso, quindi espirando, risollevate il bacino in alto e continuate così, in modo fluido.

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